La comprensione del disagio psicosociale passa attraverso una lettura dell’ambiente esterno di riferimento con cui gli individui si interfacciano.
Gli ambienti di lavoro costituiscono i luoghi principalmente imputati come fonti di disagio. I luoghi di lavoro ci mettono in diretta relazione con i nostri doveri, con le nostre aspettative, spesso non coincidenti con la realtà e di norma con una “socializzazione forzata” basata sulla competizione e sulla difesa del nostro territorio.
Negli ultimi anni anche i sindacati e le organizzazioni professionali e scientifiche si sono fatti portavoce di una crescente preoccupazione nei riguardi dei disagi psicosociali come fenomeno che riguarda ampie fasce della popolazione dei lavoratori con effetti che aumentano di intensità e gravità di anno in anno.
Si discute e si raccolgono studi ed indagini sulla natura del disagio psicosociale, sulle sue manifestazioni professionali e sul fatto se sia possibile valutare in modo oggettivo il rischio di disagio presente in un dato ambiente sociale.
Questo significa che ogni intervento, sia esso di prevenzione o di rilevazione della natura e del livello di disagio psicosociale, non può scindere l’identificazione dei fattori di disagio dal loro contesto di origine.
Dato che le fonti di disagio sono oggettivamente differenti a seconda dell’ambiente in cui ci troviamo, è importante poter descrivere nel dettaglio il contesto che circonda una persona al lavoro. E’ dunque fondamentale comprendere l’ambiente, le sue regole e le sue dinamiche interne.
Una volta compreso il “funzionamento” del contesto esterno è possibile relazionarlo all’individuo e cogliere le discrepanze che riducono le possibilità di adattamento causando il disagio individuale.
Alcuni esempi di aspetti sociali che possono influire fortemente sulla sfera individuale possono essere così riassunti:
- Pressioni sociali su diversi aspetti: richieste e aspettative provenienti dall’ambiente esterno e che chiedono di essere soddisfatte. Richieste provenienti dalla famiglia ad esempio genitori, coniuge, figli. Richieste provenienti dall’ambiente lavorativo: richieste di efficacia, produttività, competizione. Richieste provenienti dalle relazioni sociali. Quando l’individuo non riesce a rispondere a queste richieste in modo esaustivo e soddisfacente, comincia ad avvertirle come vere e proprie pressioni.
- Lo status socio-economico.
- La natura dei rapporti interpersonali e la dimensione comunicativa.
- Una disarmonica interazione con l’ambiente, in termini di squilibri relazionali (ad esempio la dipendenza).
In assenza di un buon funzionamento di questi aspetti, è possibile sviluppare disagi di tipo psicosociale, causati appunto dalle esperienze che facciamo nel corso della vita. Il disagio psicosociale può a sua volta determinare delle disfunzionalità a livello comportamentale, cognitivo ed emotivo.